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I tumori gastrci nel cane PDF Stampa E-mail

I tumori maligni dello stomaco e,tra questi, il carcinoma gastrico, se pur relativamente rari nel cane, presentano un' incidenza decisamente superiore in alcune razze, tra cui figura purtroppo anche il Pastore Belga. Il Dott. Graziano Pengo, Medico Veterinario specialista in Gatroenetrologia ed endoscopia veterinaria, ne illustra le caratteristcihe, i sintomi e le possibilità terapeutiche.

Negli ultimi decenni, le scoperte realizzate in medicina umana hanno portato spesso dei vantaggi anche in ambito veterinario. Nella diagnostica radiologica, ad esempio, l’introduzione del mezzo di contrasto (bario), come pure di tecniche più sofisticate, quali l’ endoscopia, l’ ecografia e la tomografia assiale computerizzata (TAC), ha permesso di individuare e di curare precocemente anche negli animali d’affezione malattie fino a qualche anno fa sicuramente mortali. Questo vale soprattutto per il carcinoma gastrico nel cane, in cui gli aspetti clinici, diagnostici e prognostici assumono nell’ambito della patologia comparata crescente valore, se si considera che tale tipo di tumore nell’uomo costituisce una delle principali cause di morte e che la tardività della diagnosi, in ogni caso, gioca un ruolo determinante in entrambe le specie.

I TUMORI GASTRICI NEL CANE

I tumori dello stomaco nel cane sono stati considerati, fino a pochi anni fa, piuttosto rari, rappresentando circa l’1% di tutti i tumori riscontrati, ma in alcune razze questa frequenza è decisamente più elevata. Per alcuni tipi istologici sembra infatti esserci una predisposizione di razza. Per quanto riguarda, ed esempio, l’ adenocarcinoma, che rappresenta il 60-70 % delle forme, tra le più colpite figurano proprio alcune razze di cane da pastore, quali il Pastore Scozzese e il Pastore Belga.

L’ adenocarcinoma, che origina dalla mucosa gastrica e dalle sue ghiandole, generalmente colpisce cani con un’età compresa tra i 7,5 e 10,2 anni, di sesso maschile. Altri tipi di tumore gastrico sono, in ordine di frequenza, il linfoma gastrico ed il leiomiosarcoma. Questi ultimi generalmente colpiscono cani con un’età superiore ai 7 anni e non sembrano avere una predisposizione di razza. Sfortunatamente, la maggior parte dei tumori maligni viene identificata nella forma avanzata, quando si sono già estesi agli organi circostanti.

Esistono infine, anche se molto rare, delle forme inquadrabili come adenomi o polipi, che, se pur benigne, possono ugualmente provocare dei seri problemi per l’ animale, a causa della compressione provocata dalla loro crescita sugli organi circostanti.

L’ IMPORTANZA DEI FATTORI AMBIENTALI

Si ritiene che alcuni fattori ambientali giochino un ruolo molto importante. E’ stato ad esempio dimostrato che i nitriti impiegati come conservanti della carne possono generare sostanze cancerogene, quali le nitrosamine e le nitrosamidi. L’ attività cancerogena a livello dello stomaco è stata dimostrata anche per alcuni inquinanti ambientali, quali insetticidi e micotossine (aflatossine). D’ altra parte, è pur vero che la frequenza modesta di questi tumori in Paesi come il Giappone, dove l’incidenza nell’uomo è invece elevata, suggerisce l’ipotesi che alcune specie animali possano presentare una maggior resistenza verso le molecole che sono cancerogene per il genere umano o, forse, solo una minor possibilità di assorbimento nell’arco della loro esistenza, avendo una vita più breve.

QUANDO SI DEVE SOSPETTARE UN TUMORE DELLO STOMACO NEL CANE ?

“I segni clinici di maggior riscontro – sottolinea a tale proposito il dott. Graziano Pengo, medico veterinario gastroenterologo ed endoscopista - sono spesso vari e sfumati, rispecchiando il più delle volte quelli di una malattia cronica. I più frequenti sono il vomito, la perdita di appetito e di peso.

Alla visita, l’animale arriva spesso cronicamente debilitato; talvolta, invece, si presenta ancora ma molte volte versa ancora in buone condizioni. La palpazione addominale non sempre ci permette di individuare masse addominali, soprattutto se l’ animale è in stato di tensione e/o se il tumore è localizzato in profondità. Lo sviluppo di metastasi ad altri organi, quali fegato, polmone, milza, ecc., è alla base delle frequenti alterazioni degli indici di funzionalità (transaminasi, gamma-GT, emocromo, ecc.). A tale riguardo possono essere utili indagini, quali l’ emocromo e gli elettroliti, il primo per evidenziare un’eventuale anemia e l’aumento dei globuli bianchi (dovuto a ulcere o degenerazione del tessuto a livello del tumore), i secondi per verificare un calo del potassio e del cloro in conseguenza del vomito continuo, come pure del reflusso di materiale e di succhi gastrici, l’ esame delle feci per evidenziare la presenza di sangue di provenienza dallo stomaco”.

CHE CARATTERISTICHE HA IL VOMITO ?

“Il vomito è sicuramente uno dei sintomi più indicativi, essendo presente in circa il 90% dei casi. Nelle fasi precoci può essere sporadico ed irregolare, ma comunque sempre accompagnato dalla presenza della nausea. Nelle fasi più avanzate il vomito è persistente e progressivo, talvolta anche “a getto”. Il vomito, inoltre, può comparire indipendentemente dall’ introduzione di cibo. In questo caso è spesso costituito da muco, materiale giallastro, saliva, sangue “vivo” o già digerito, che colora le feci di nero (melena). Il vomito può essere accompagnato anche da diarrea dovuta alla mancata digestione del cibo da parte dello stomaco o del primo tratto dell’intestino tenue”.

CHE COSA SI PUO’ DIRE DEGLI ALTRI SINTOMI ?

La perdita di appetito può essere un sintomo tardivo. Questo disturbo infatti insorge quando il tumore si è sviluppato al punto da occupare gran parte dello stomaco, ostacolando così il transito degli alimenti verso l’ intestino.

D’ altra parte, la perdita di peso può portare fino alla cachessia dell’animale ed è imputabile all’ incapacità dello stomaco di digerire gli alimenti introdotti, come pure alla perdita di notevoli quantità di proteine e di sangue. Come conseguenza, si osservano l’ insorgenza di anemia, talvolta grave, di diarrea, con emissione di feci nere contenenti sangue che proviene dallo stomaco (melena). Nelle situazioni più gravi si può avere una perforazione della parete gastrica con l’insorgenza di peritonite. Questa eventualità è più frequente in corso di linfoma diffuso”.

QUALI SONO INVECE LE CARATTERISTICHE DEI TUMORI BENIGNI ?

“I tumori benigni dello stomaco, contrariamente ai precedenti, sono spesso clinicamente silenti e possono rappresentare un riscontro occasionale in corso di endoscopia o di un’ autopsia effettuata per altri motivi. Si è visto che animali affetti da leiomioma possono accusare una lieve forma di anemia e feci nere per la presenza di sangue; mentre la presenza di polipi a livello della regione antro-pilorica può provocare “vomito a getto”, inappetenza e perdita di peso”.

QUALI SONO GLI ACCERTAMENTI DIAGNOSTICI PIU’ INDICATI PER LA DIAGNOSI ?

“Se la visita ha portato a stabilire che il cane presenta un problema gastroenterico – sottolinea ancora il dott. Graziano Pengo -, l’iter diagnostico consiste nell’effettuare un esame radiografico dell’addome, sia con che senza mezzo di contrasto (bario) ed un esame endoscopico, nella fattispecie di un gastro-duodenoscopia. L’endoscopia permetterà di individuare la presenza di una massa tumorale, di avere un’idea dell’estensione della massa stessa e di fornire un prima indicazione sul fatto che si tratti di una forma maligna o benigna; inoltre consente il prelievo di piccoli frammenti di tessuto da sottoporre ad esame istologico. Sarà questo ultimo che, associato ai precedenti mezzi diagnostici impiegati, ci permetterà di formulare la diagnosi di tumore e di impostare l’eventuale approccio terapeutico al paziente”.

COME SI POSSONO CURARE OGGI I TUMORI GASTRICI DEL CANE ?

“L’ asportazione chirurgica della porzione di stomaco interessata è la principale terapia, sia che si tratti di tumore benigno che maligno. In quest’ ultimo caso, può seguire, se indicata, la chemioterapia.

Per quanto riguarda la prognosi, questa varia in relazione al tipo istologico, all’ estensione del tumore, alle eventuali metastasi ed alla difficoltà di asportazione chirurgica. Infatti, in cani in cui la diagnosi è stata precoce, la massa tumorale non invadeva gran parte dello stomaco e non aveva dato origine a metastasi, l’intervento chirurgico associato alla chemioterapia ha permesso di prolungarne la vita anche fino a 3-4 anni. E’ doveroso sottolineare che si tratta purtroppo di casi rari, perché il cane arriva spesso all’ esame veterinario quando il tumore è già molto esteso. In tal caso, la sopravvivenza va da 2-3 mesi a circa 12 mesi, periodo in ogni caso non da trascurare, dal momento che corrisponde a qualche anno di vita nell’ uomo.

Lo stesso discorso si può fare per il linfoma gastrico, anche se bisogna precisare che la prognosi varia a seconda che si tratti di un forma localizzata oppure diffusa.

La prognosi – conclude il dott. Graziano Pengo -è generalmente ottima invece per le forme benigne, in cui l’asportazione chirurgica porta alla completa scomparsa dei sintomi, restituendo al cane una vita del tutto normale”.

 

 

 
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