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Relazione conferenza veterinaria 2003 PDF Stampa E-mail

QUANDO IL CUCCIOLONE ZOPPICA

Un appuntamento scientifico di grande attualità ed interesse  quello avuto luogo a Varese, alla vigilia della tradizionale Esposizione Cinofila “Città Giardino”, con il patrocinio dell’Ordine professionale dei Medici Veterinari della Provincia di Varese. Titolo dell’ incontro “LE MALATTIE ORTOPEDICHE DEL CANE IN ACCRESCIMENTO. COME RICONOSCERLE E CURARLE”. Ampio spazio è stato dedicato alla diagnosi di patologie, quali l’ osteocondrosi e la displasia dell’ anca e del gomito, come pure alle possibilità terapeutiche attualmente disponibili, compresa l’ artroscopia, che permette di ridurre al minimo il trauma ed il disagio (dolore, immobilità, ecc.) per il cane colpito. In qualità di relatori sono intervenuti degli specialisti che non hanno bisogno di presentazione: il Prof. Carlo Maria Mortellaro, docente di Patologia Chirurgica Veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’ Università degli Studi di Milano, il dott. Massimo Petazzoni ed il dott. Massimo Olivieri, che hanno maturato una casistica davvero notevole sui temi trattati. La dott.ssa Rosita Trotti, infine, oltre a moderare l’ incontro, cui è intervenuto un folto pubblico costituito da medici veterinari, allevatori e giudici, ha aggiornato i presenti sui risultati di un protocollo promosso in collaborazione con Hill’s Pet Nutrition,  relativo alle curve di accrescimento del cane di taglia grande e gigante. L’ incontro è stato reso possibile grazie al contributo offerto da Innovet Italia e Hill’s Pet Nutrition Italia. In questa sede viene approfondito il problema della zoppia come “campanello d’ allarme” dell’ osteocondrosi, di cui ha diffusamente parlato il dott. Massimo Olivieri, che ha descritto i vantaggi dell’ artroscopia come mezzo sia di diagnosi sia di terapia della stessa.

Come è stato più volte sottolineato negli ultimi anni, nel cane giovane lo scheletro matura in modo molto rapido e questa maturazione è la risultante di fattori che interagiscono strettamente tra di loro: la componente genetica, cioè ereditaria, l’ attività fisica, la temperatura ambientale, il tipo di alimentazione. Gli studi effettuati hanno confermato l’ ipotesi che un eccesso di calorie e/o di calcio nella dieta possano influenzare negativamente la crescita di un cucciolo. Pur avendo le malattie muscolo-scheletriche del cane una componente genetica importante, infatti, alcuni fattori ambientali possono avere un peso notevole nel permetterne l’espressione. E’ questo il caso dell’ osteocondrosi, che rappresenta appunto un grave disturbo nell' ossificazione encondrale della cartilagine durante l'accrescimento. Tipicamente si manifesta nei cani di grossa taglia iperalimentati e/o iperintegrati con sali minerali, in particolare il calcio, e vitamine, elementi che possono provocare un’ alterata ossificazione della cartilagine. Piu’ di recente è stato dimostrato che anche una scarsa vascolarizzazione della cartilagine nei primi mesi di vita puo’ favorire una lesione osteocondrale. Nell' osteocondrosi della spalla, le cellule cartilaginee, anzichè subire i normali processi maturativi che conducono poi all'ossificazione, continuano a crescere e a moltiplicarsi, producendo una cartilagine molto spessa. Questa risulta essere meno resistente agli stress meccanici, meno elastica e più predisposta a fatti degenerativi degli strati profondi, quale conseguenza di un rallentamento del processo di trasformazione dello strato profondo della cartilagine articolare in tessuto osseo. La zoppia ne rappresenta spesso il campanello d’ allarme. In realtà, nell’ambito dell'ortopedia e della traumatologia dei piccoli animali, la zoppia di spalla rappresenta un problema di frequente riscontro clinico. Le potenziali cause di zoppia con coinvolgimento dell' articolazione scapolo-omerale nel cane sono numerose, anche se di riscontro pratico più frequente sono, oltre che gli eventi traumatici, la tenosinovite del tendine del muscolo bicipite brachiale, la lussazione di spalla e, appunto, l’ osteocondrosi. Da un punto di vista clinico, l'insorgenza dei disturbi è tipicamente tra i 5 e i 10 mesi di età, anche se talvolta essa si manifesta oltre l'anno. La zoppia può essere continua o intermittente, a seconda della gravità del processo e della sinovite secondaria. Alla visita è ben evidente il dolore ai movimenti articolari passivi, soprattutto all' iperestensione. Se il problema persiste da tempo si riscontra anche una atrofizzazione delle masse muscolari della spalla. Spesso, il semplice esame radiografico non permette di stabilire la causa della zoppia. Questo perché l’esame radiografico non fornisce informazioni sulle condizioni della cartilagine articolare nè sull' eventuale presenza di lembi cartilaginei dislocati, quando non si sia verificata ancora una calcificazione degli stessi. Sempre più spesso si rendono quindi indispensabili indagini diagnostiche supplementari utilizzate da anni in campo umano e di recente applicazione anche in ambito veterinario: tra queste ricordiamo la TAC, la risonanza magnetica, l’ecografia e l'elettromiografia, anche se la più interessante per i piccoli animali si è rivelata l'artroscopia. Essa permette infatti in molti casi non solo di eseguire una diagnosi mirata, ma anche di intervenire immediatamente per correggere il problema. Si tratta quindi di un presidio sia diagnostico sia terapeutico. La possibilità di vedere direttamente la lesione cartilaginea permette infatti di decidere subito anche sul tipo di intervento da adottare. Sotto visione diretta mediante sonda artroscopica si può infatti prendere la decisione operativa più idonea e specifica che può essere di tre tipi: a)-chirurgia artroscopica, nel caso di presenza di lembi cartilaginei che devono essere rimossi, cui fa seguito, se necessario, il curettage dell'osso subcondrale; b)-curettage artroscopico nel caso in cui il lembo di cartilagine si sia già staccato, ma l'osso subcondrale non abbia  messo in moto, o lo abbia fatto in modo non efficace, i processi riparativi; c)-rimozione di un eventuale frammento cartilagineo, nel caso si sia  staccato dalla sede di formazione e sia migrato in altre sedi. L'artroscopia, quindi, rappresenta un importante strumento operativo oltre che diagnostico, che ha il vantaggio, rispetto alla chirurgia tradizionale, di ridurre drasticamente il traumatismo ai tessuti, i tempi operativi, il dolore post-operatorio e, di conseguenza, i tempi di recupero funzionale. Aspetti molto importanti e da tenere in grande considerazione, soprattutto nei cani da lavoro. In questi soggetti infatti è ancora piu’ importante, rispetto a quelli da compagnia, avere un post operatorio molto rapido allo scopo di poter riprendere in tempi brevi l'attività sportiva.
 
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