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Quelle catttive compagnie... PDF Stampa E-mail
Di Rosita Trotti

Uno dei problemi sanitari emergenti è oggi rappresentato dalle cosiddette “antropozoonosi”, malattie che possono essere trasmettere all’ uomo ed agli animali domestici mediante l’ intervento di un parassita che funge da veicolo. Tra i parassiti ambientali (pulci, pidocchi, pappataci, zecche, ecc.) le zecche sono oggi tra i più temibili, essendo in grado di trasmettere infezioni a volte anche mortali. Ma a che cosa è dovuto l’ aumento delle antropozoonosi ?
Le cause del fenomeno sono in gran parte da ricondurre sia alle modificazioni subite dall’ambiente in cui viviamo sia alla modifica delle abitudini di vita.
- Riscaldamento, smog, condizionatori, favorendo un  aumento della temperatura e del tasso di umidità ambientali (“effetto serra”), hanno provocato una specie di “tropicalizzazione” di vaste aree geografiche, con conseguente comparsa di malattie fino ad oggi ritenute “esotiche”.
L’ uso  spesso indiscriminato di diserbanti ed anticrittogamici,  che non hanno alcun effetto sulle zecche, ha provocato l’ allontanamento dei loro nemici naturali (piccoli roditori, alcune specie di uccelli) dalle aree limitrofe alle città, favorendo lo sviluppo incontrastato di tali parassiti.
Tutte queste situazioni hanno quindi contribuito a modificare il panorama delle infezioni trasmesse dalle zecche, un tempo confinate alle popolazioni rurali ed alle aree tropicali , oggi divenute una  preoccupante realtà anche nei nostri insediamenti urbani.
Inoltre, le probabilità di infestazione sono aumentate anche a causa dell’ aumento degli animali da compagnia, serbatoio naturale dei parassiti stessi.
I microorganismi vengono in genere inoculati dalle zecche mediante il morso prodotto dal loro apparato buccale, o rostro.Tra i vari agenti infettivi vanno considerati batteri, virus, protozoi e rickettsie.
- In alcuni casi, se pur rari, può essere pericolosa anche l’ inalazione od il contatto di polveri contenenti il parassita morto o i suoi prodotti di rifiuto, in cui possono sopravvivere alcuni microorganismi portatori di malattie.
PERCHE’ SONO PERICOLOSE PER IL CANE
- Oltre a provocare delle reazioni infiammatorie cutanee locali, attraverso il loro morso le zecche possono inoculare alcuni microorganismi patogeni per il cane, come, ad esempio, la Babesia, un protozoo responsabile di una malattia molto preoccupante, la piroplasmosi.
 LA PIROPLASMOSI
- La Babesia è in grado di vivere e di riprodursi nei globuli rossi del cane, fino al punto da provocarne la rottura.
- Anemia grave, febbre elevata, tremori, emissione di urine molto scure ed un peggioramento progressivo delle condizioni generali dell’ animale sono i disturbi più comuni e tipici.
- Si tratta di una malattia molto grave che può portare a morte l’ animale, se non viene tempestivamente riconosciuta e curata. La terapia, basata sulla somministrazione di una sostanza attiva contro il protozoo, l’ imidocarb, deve essere iniziata il più precocemente possibile.  
PERCHE’ SONO PERICOLOSE PER L’ UOMO
Lesioni cutanee
- Nei casi più lievi, il morso di una zecca provoca irritazione della zona cutanea interessata, accompagnata da arrossamento e prurito.
- Se, però, il rostro rimane infisso nella cute, fatto questo che si verifica quando il parassita non viene asportato completamente, l’ infiammazione può aggravarsi fino a provocare la formazione di un granuloma da corpo estraneo.
Encefaliti virali
- Anche se si tratta di un evento fortunatamente raro, con il proprio apparato buccale, la zecca può inoculare nell’ organismo dei virus responsabili di encefaliti, malattie gravi che richiedono cure specifiche e immediate.
Malattia di Lyme
- Descritta per la prima volta nel 1975, negli Usa, nella città di Lyme, dove si verificò nei bambini un’epidemia di artrite infettiva, questa grave malattia è provocata da un microrganismo, la Borrelia.
- Da allora i casi denunciati sono stati migliaia, e la malattia, diffusasi anche in Europa, è motivo di preoccupazione per le autorità sanitarie.
- In Italia la malattia di Lyme viene trasmessa principalmente dal morso delle zecche  del tipo Ixodes ricinus. Sono stati identificati alcuni “focolai” di malattia, in Piemonte, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
Come si presenta
- La malattia di Lyme  non è sempre facile da riconoscere, essendo in grado di provocare dei disturbi comuni a quelli di altre malattie.    
- La malattia di Lyme si sviluppa generalmente in tre fasi. La prima è caratterizzata da infiammazione in corrispondenza della cute interessata dal morso della zecca, seguita, a distanza di1-3 settimane, da disturbi che possono essere scambiati con quelli di una banale influenza, come febbre, mal di testa, malessere.
- Nella seconda fase l’ infezione si localizza ad alcuni organi ed apparati.
- I più colpiti sono il sistema nervoso (nevriti, paralisi del nervo facciale, meningite, encefalite, ecc.), il cuore  (disturbi del battito cardiaco), le articolazioni (dolori, infiammazione, ecc.).
- La terza fase può insorgere dopo mesi o, addirittura, dopo anni dall’ avvenuto contagio.
- In Europa prevalgono le forme che interessano il sistema nervoso, mentre, negli Stati Uniti, predominano le forme reumatiche.
Come si cura
Dal momento che la guarigione è completa solo nelle fasi iniziali, l’ unica vera arma contro la malattia di Lyme è rappresentata dalla prevenzione, basata su interventi tesi a limitare il più possibile lo sviluppo delle zecche. Tra questi, la più importante è senza dubbio la bonifica dei luoghi di crescita e dei “serbatoi” naturali dell’ infezione (animali portatori) con l’ impiego di antiparassitari specifici ed adeguate misure igieniche (v. oltre).
- Se la malattia di Lyme viene riconosciuta e curata tardivamente, pur essendo oggi a disposizione dei trattamenti specifici, la guarigione sarà solo parziale, dal momento che i danni subiti dagli organi interni sono irreparabili.
Che cosa provoca nel cane
-  Nel cane, che rappresenta un serbatoio naturale, l’ infezione può anche rimanere silente o determinare un quadro clinico meno grave rispetto a quello osservabile nell’ uomo,  con prevalente interessamento delle articolazioni.
Le frontiere future
La malattia di Lyme viene considerata una delle malattie del futuro, e i dati, purtroppo, lo confermano: negli Stati Uniti, nel solo 1990, ne sono stati descritti 30.000 casi.
- Se per il cane è già disponibile un vaccino, per l’ uomo si tratta di un traguardo ancora lontano.

DECALOGO  “ANTI-PARASSITI”
1) Sin dai primi caldi, trattate cani ed animali domestici con  antiparassitari specifici. Oggi sul mercato sono disponibili dei prodotti efficaci e molto ben tollerati, sotto forma di collari, spray, bagni, lozioni e polveri. I normali repellenti utilizzati contro mosche e  zanzare non hanno invece alcuna efficacia contro le zecche.
2) Se, invece, i parassiti sono già presenti, bonificate gli ambienti infestati con i prodotti opportuni, che però possono essere tossici se usati in eccesso e se non vengono seguite accuratamente le raccomandazioni delle aziende produttrici. Il prodotto deve essere irrorato ovunque, prestando una particolare attenzione alle zone in ombra, alle fessure ed alle crepe presenti su pavimenti, muri e mobili, dove si realizzano le condizioni più favorevoli alla schiusa delle uova delle zecche ed al loro sviluppo.  
3) Se avete un giardino o un prato, tenete regolato il livello dell’ erba e degli arbusti. In questo modo si favorisce la penetrazione diretta della luce solare nel verde, creando delle condizioni sfavorevoli per il parassita.E’ buona norma ispezionare accuratamente gli animali domestici ogni volta che entrano in casa, soprattutto se vivete in campagna o se ritornate dal passeggio in parchi od aree verdi, nell’ interesse sia dell’ animale sia vostro.
4) Non abituate Fido a dormire sul vostro letto o a sdraiarsi con voi su divani e poltrone. Le zecche eventualmente lasciate cadere possono, se non trovano il loro ospite abituale (cane, gatto), attaccare l’ uomo, insinuandosi nelle pieghe della pelle dove la temperatura corporea è più elevata (inguine, ascelle, seno, ecc.) e favorevole al loro sviluppo.
5) E’ buona norma ispezionare accuratamente gli animali domestici ogni volta che entrano in casa, soprattutto se vivete in campagna o se ritornate dal passeggio in parchi od aree verdi, nell’ interesse sia dell’ animale sia vostro.
6)  Non scegliete per i vostri “pic-nic” delle aree di campeggio improvvisate, che potrebbero essere state sede di transumanza, cioè di pascolo occasionale di ovini.
7) Prima di asportare una zecca, cospargete la zona cutanea interessata con dell’alcool o dell’ olio, che sono in grado di uccidere il parassita.
Tale accorgimento favorisce la retrazione del rostro del parassita,  rendendone più facile il distacco.
8) Non  toccate mai il parassita con le mani, ma proteggetevi sempre con dei guanti di gomma o con una garza o, meglio, usate delle pinzette create appositamente per l’ asportazione di parassiti.
9) Asportate la zecca ruotando il corpo del parassita, in modo che il rostro non resti conficcato nella pelle, con il rischio di provocare infiammazione.
10) Se, dopo avere campeggiato o fatto una scampagnata, notate una lesione “sospetta” sulla pelle, fatela esaminare dal vostro medico.

 
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