"STORIE DI EROI MODERNI" di ROSITA TROTTI - MODERN DAY HEROES PDF Stampa E-mail

 

Pastore belga, protagonista di tante vicende. Vi riproponiamo integralmente un articolo a firma della scrivente, già pubblicato sulla rivista delle Ente Nazionale della Cinofilia Italiana "I nostri Cani", che diventerà il capitolo di un libro dedicato alla razza che amiamo

È spesso protagonista di vicende eroiche, che lo vedono impegnato nel recupero dei sopravvissuti a valanghe e catastrofi, come pure in operazioni contro i malfattori a fianco delle forze dell’ordine. O, molto più semplicemente, di storie di vita quotidiana, dove può arrivare a mettere a repentaglio la propria vita pur di restare vicino al suo proprietario o di difenderlo. È il Pastore Belga.
Da sempre conosciuto come strenuo difensore del territorio e della famiglia, il Pastore Belga da più di un secolo si distingue in numerosi settori dell’utilità quali, appunto, la ricerca dei dispersi, la guida dei non vedenti, la pet-therapy, o come ausiliario delle forze dell’ordine (cane anti-sommossa, anti-droga e anti-mina). Queste sue prerogative caratteriali sono insite nello standard di razza, che recita: “Il Pastore Belga è un cane vigile e attivo, ricco di vitalità e subito pronto all’azione. All’innata attitudine di guardiano di greggi, aggiunge le preziose qualità del miglior cane da guardia della proprietà. È, senza esitazione alcuna, tenace e ardente difensore del suo padrone. Riunisce tutte le qualità richieste per essere un cane da pastore, da guardia, da difesa e di servizio. Il suo temperamento vivo e vigile e il suo carattere sicuro, senza paura né aggressività, devono essere visibili attraverso l’atteggiamento del corpo e l’espressione fiera e attenta dei suoi occhi brillanti”.

Da cane della Croce Rossa ad ausiliario della Polizia. La vicenda commovente di Wuss che...

Durante la “Grande Guerra”, fu soprattutto il Groenendael a distinguersi. Venne infatti ampiamente utilizzato come cane “porta-dispacci” e nella Croce Rossa, compiti per i quali la varietà rischiò l’estinzione. Nel 1922, in Osterpark, ad Amsterdam, venne collocato un monumento dedicato al Tervueren Albert, che aveva assicurato alla giustizia più di 200 malfattori, grazie a un fiuto ineguagliabile.

Negli Stati Uniti, durante la seconda Guerra Mondiale, le Unità Cinofile di Marina, Esercito e Polizia, oggi popolarmente note come “K-9” (designazione statunitense del cane poliziotto, basata sull'omofonia in lingua inglese tra K-9 e l’aggettivo “canine”, vale a dire “canino”, “cinofilo”), “arruolarono” cani appartenenti a sole 7 razze riconosciute. E il Pastore Belga era tra queste.

Il Groenendael, che aveva dominato la scena fino agli anni ‘50-‘60, ha passato poi il testimone al Malinois (e, in misura minore, alla quarta e meno nota varietà, il Laekenois), che oggi trova largo impiego in polizia e negli usi militari, dove ha in gran parte sostituito il Pastore Tedesco, da sempre considerato il cane-poliziotto per antonomasia. Come riportò provocatoriamente il Corriere della Sera del 4 febbraio 2001, il Malinois ha, per così dire, “mandato in pensione” il Pastore Tedesco, divenendo l’ausiliario preferito di Scotland Yard e Acpo (Associazione degli ispettori di polizia d’Oltremanica). Secondo quanto riportato da alcuni addestratori britannici dei corpi di polizia, infatti, il Pastore Belga offre, rispetto ad altre razze, maggiori garanzie in termini di decisione, coraggio, combattività e dinamismo durante gli attacchi ai malfattori.
I Pastori Belgi figurano anche tra i trecento cani delle squadre cinofile schierate nelle operazioni di soccorso a “Ground Zero” dopo i paurosi attentati terroristici dell’11 Settembre 2001. Stremati dopo ore ed ore di affannosa ricerca di possibili sopravvissuti, alcuni di loro sono stati adagiati accanto a uomini feriti e intossicati dalle polveri delle “Torri Gemelle”, con i quali ne hanno condiviso nella cattiva, come nella buona sorte, il destino. Alcuni di loro sono diventati famosi.

Award for Canine Excellence (ACE)

È un solare Tervueren, Topper, all’anagrafe “Snowflower Maine Topper”, il cane da catastrofe in forze alla Federal Emergency Management Agency (FEMA) insignito nel 2002 del prestigioso “Award for Canine Excellence” (ACE) dall’American Kennel Club, per la categoria “Ricerca e Soccorso”, quale riconoscimento per il prezioso contributo fornito dopo l’11 Settembre, alla veneranda età di 10 anni.

Topper mostra orgoglioso il suo riconoscimento

Discendente di una linea di “Terv”, come in gergo vengono definiti i Tervueren negli States, di campioni di “herding” (conduzione di bestiame), Topper aveva iniziato la sua missione umanitaria nel 1995 ad Oklahoma City, primo cane della FEMA a intervenire con la sua proprietaria e migliore amica Pat Grant tra le macerie del Murrah Building, il palazzo federale divenuto bersaglio di un attentato terroristico. E, come se non bastasse, l’anno dopo era presente anche sullo scenario apocalittico della frana più spettacolare mai verificatasi, nello Yosemite National Park, allorché crollarono 80 mila tonnellate di roccia granitica! L’American Belgian Tervueren Club ha deciso di immortalare questo eroe dei giorni nostri dedicandogli una pagina nel proprio sito, alla voce dello standard “Personalità e Carattere”, di cui costituisce uno splendido emblema. Avvezzo a misurarsi contro i Titani moderni del terrorismo e delle catastrofi ambientali, il mitico Topper si divertiva, come riferisce Pat Grant “…andando a scovare chi si “nasconde”!

Topper premiato alla "National Specilaty" dell' American Belgian Tervueren Club

Per non parlare di Servus, soprannominato Wuss, Malinois affidato ad un poliziotto dell’Illinois, Chris Christensen, la cui storia ha fatto il giro del pianeta, commovendo milioni di persone. Un Highlander a quattro zampe, scampato miracolosamente e per ben due volte nell’arco di pochi giorni alla morte. Caduto in una voragine, stava morendo soffocato sotto le macerie a Ground Zero.

Servus a Groundzero

Prontamente recuperato e soccorso da Chris e da alcuni vigili del fuoco, Servus venne trasportato al più vicino centro veterinario dove venne curato. Tornati nell’inferno del World Trade Center, Chris voleva riprendere da solo il lavoro di ricerca, ma Servus, dopo essere balzato fuori dalla vettura della polizia, corse a cercare i superstiti al fianco del suo padrone, cui nulla valsero i tentativi fatti per respingerlo dal triste scenario delle operazioni di soccorso. Lavorò per più di 16 ore Wuss, senza risparmiarsi, come se la fatica gli scivolasse addosso.
Il giorno dopo inalò nuovamente un’enorme quantità di polveri, che lo fecero cadere ancora una volta in uno stato di shock. Venne rianimato, ma Chris si trovò davanti a un dilemma: rimanere a Ground Zero per completare il suo compito, con il rischio di perdere definitivamente Wuss, o ritornare a casa con il suo compagno. Il poliziotto, lacerato da un profondo conflitto interno, scelse alla fine di ritornare nell’Illinois. Servus/Wuss morì l’anno seguente per una pancreatite, lasciando in Chris un vuoto incolmabile.

Una storia a lieto fine quella del bellissimo groenendael Eli (Ch Celebre Elijah of Hillside) e della sua proprietaria/conduttrice Sherry Hanley, due angeli che, con la pet-therapy, hanno portato conforto e ridato qualche momento di sorriso a vittime e soccorritori di Ground Zero.

Eli durante un momento di relax

Aveva appena ottenuto il brevetto alla Therapy Dogs International (TDI), il plurititolato Eli, nel cui sangue scorreva sangue delle più prestigiose linee europee della razza, campione di bellezza e di bontà quando, dopo l’11 settembre, sfilò non per lo show, ma perché una carezza potesse rendere meno opprimente il peso di quella tragedia.

Eli durante la sfilata

Tre esempi toccanti per tre varietà di una unica, meravigliosa razza di cani da pastore. Non me ne vogliano allevatori e proprietari di Laekenois. È sicuramente solo per un difetto di informazione che in questa sede non ho un esempio per loro, ma vedrò di colmare presto questa lacuna…
Scrisse Mark Twain: “In paradiso si entra per favoritismo. Se si entrasse per merito, tu resteresti fuori e il tuo cane entrerebbe al posto tuo”. E, a tale proposito, il giornalista Vittorio Zucconi, dopo gli attentati terroristici del 2001, scrisse: “…se aveva ragione, il paradiso sarà particolarmente affollato, dopo l’11 settembre del loro sacrificio su un altro rogo della bestialità umana. Non fiori né opere di bene, se volete entrarci anche voi, ma carezze e biscottini”.

 
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