Allevamento/The Kennel
      
(Foto: Mario Chiodetti)

Rosita Trotti vive a Varese, dove alleva pastori belgi delle varietà Groenendael e Tervueren sotto l’ affisso “dei Baci Rubati”, riconosciuto dall’ Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) e dalla Fédération Cynologique Internationale (FCI). E’ dirigente medico, specialista in Scienza dell’ Alimentazione e Biologia Clinica, professore a contratto presso l’ Università degli Studi di Pavia. Per hobby, giornalista pubblicista.

E' stata consigliere del Club Amatori del Pastore Belga (C.A.P.B.) e vice-presidente della Associazione Cani da Lavoro su Bestiame (CLB), sodalizio che lavora in stretto contatto con i club di razza e con le associazioni degli allevatori di bestiame per mettere in luce le attitudini naturali dei cani da pastore. E' consigliere del Gruppo Cinofilo Provinciale di Varese, Delegazione ENCI.

Collabora con testate giornalistiche specializzate, quali “I nostri cani”, “Il mio cane”, “Cani”, “Workdogs”.

 

Perché "dei Baci Rubati"

La “nouvelle vague”, la fine degli Anni ’60, la mia passione per la Francia e per la cinematografia francese, in un ideale trait d’union con la passione per il pastore belga, che in Francia ha trovato la sua seconda patria: ecco perché è stata chiamata Bacirubati , traduzione italiana di “Baisers volés”, forse la più bella e nota commedia del regista François Truffaut, la prima femmina Groenendael prodotta dal mio allevamento. A ciò si unisca un pizzico di civetteria femminile, visto che il nome richiama anche quello di un noto ed apprezzato marchio di lingerie, uno dei miei preferiti. “Baci”, come viene familiarmente chiamata da tutti, doveva diventare, e così è stato, rappresentativa del mio allevamento. Ecco come è nata l’ idea di dedicarle sia l’“affisso”, cioè il nome dell’ allevamento, come pure il logo che lo identifica.

A pensarci bene, la nascita di Bacirubati è stata quasi una scommessa Già qualche anno prima, mi era capitato, sfogliando la rivista del Club Francese del Pastore Belga, di vedere una pagina pubblicitaria del prestigioso allevamento “de Condivicnum”, di Nantes. Fui colpita in particolare dalla tipicità e dalla genealogia di due soggetti, Fandy-Black ed Imhotep, rispettivamente “Best in Show” e Riserva di CAC (Titolo per il Campionato di Bellezza) nel 1998 alla prestigiosa Nazionale di Allevamento Francese. Era appena passato il Ferragosto del 2000, quando Selene, la “capostipite” del mio allevamento, Campionessa italiana e riproduttrice, (che ora, a quasi dodici anni, si sta godendo una meritata “pensione”), andò in calore. Mi venne un impulso: utilizzare uno dei due groenendael dell’ allevamento bretone. Presi contatti con l’allevatore, il compianto Christophe Pichon, e la scelta fu quasi obbligata, visto che Fandy-Black non era più in grado di riprodursi. Imhotep, a 7 anni, invece, era in “piena attività”. Nonostante i quasi 1300 chilometri da percorrere ed una serie di problemi contingenti, partii, pensando che quest’accoppiamento avrebbe rappresentato un evento importante per il futuro del mio allevamento. E penso che i fatti mi abbiano dato ragione: Bacirubati ne costituisce sicuramente il soggetto più rappresentativo. Purtroppo, è “figlia unica”, e, neppure in seguito, ci fu possibilità di darle dei fratelli, perché Imhotep fu vittima di un avvelenamento quando Baci aveva appena due mesi.

Bacirubati è anche l’ ultima figlia di questo noto “Riproduttore d’Ėlite”, che, a quasi 6 anni dalla morte, figura ancora al secondo posto nella graduatoria dei migliori riproduttori francesi groenendael per il periodo 2005-2006. Se non avessi seguito caparbiamente il mio impulso, Bacirubati non sarebbe mai nata…